InstaVangelo del 11/5/2022

 Gv 12,44-50

Gesù esclamò:
«Chi crede in me, non crede in me ma in colui che mi ha mandato; chi vede me, vede colui che mi ha mandato. Io sono venuto nel mondo come luce, perché chiunque crede in me non rimanga nelle tenebre. Se qualcuno ascolta le mie parole e non le osserva, io non lo condanno; perché non sono venuto per condannare il mondo, ma per salvare il mondo».

*

Troppo spesso c’è la convinzione che Dio voglia sottrarre la libertà e che vivere la fede significhi vivere da frustrati o da esaltati illusi.

Ecco, questo è ciò che noi chiamiamo tentazione: è esattamente ciò che il Tentatore vuole insinuare nel cuore delle creature per allontanarle dal Creatore. In questo modo gli occhi vedranno tutto con il filtro della follia, la mente si chiuderà alla comprensione oltre l’empirico, benché continuerà a fare i suoi voli pindarici in tanti altri ambiti.

Inoltre, lo sguardo pervertito non sarà illuminato dalla luce della vita e della pace, per cui ogni persona è vista come oggetto da giudicare in base alle esigenze, e la mente non sarà capace di valutare la bontà della creazione se non per fini utilitaristici.

Non si perde la poesia, la poesia è astratta; si perde il contatto con la realtà di cui facciamo parte, e la realtà è concreta. Siamo tutti figli dello stesso creatore, tutti con pari dignità e il Signore è venuto come luce per consentirci di aprire gli occhi e vederci bene!

  • e tu, che sguardo hai: da figlio amato o da giudice spietato?

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