Gv 16,20-23
Disse Gesù ai suoi discepoli:
«La donna, quando partorisce, è nel dolore, perché è venuta la sua ora; ma, quando ha dato alla luce il bambino, non si ricorda più della sofferenza, per la gioia che è venuto al mondo un uomo. Così anche voi, ora, siete nel dolore; ma vi vedrò di nuovo e il vostro cuore si rallegrerà e nessuno potrà togliervi la vostra gioia. Quel giorno non mi domanderete più nulla».
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La festa dello Spirito Santo è l’evento che come Chiesa ci apprestiamo a vivere tra qualche settimana. Gesù ci prepara a intendere il dono dello Spirito come motivo di gioia.
Quando una donna partorisce ci sono tre pianti:
il primo è il pianto del suo dolore, ma presto questo si trasformerà in pianto di gioia e di liberazione da quella sofferenza quando vedrà il frutto del suo dolore e ne sentirà il pianto. Il pianto del neonato è un pianto di vita, di gioia.
È un pò ciò che succede a chi si lascia abitare dallo Spirito Santo che se accolto davvero ci fa emettere “gemiti inesprimibili”, come dice San Paolo.
A volte cerchiamo una risposta a tutto, ma solo attendendo e accogliendo il Signore avremo una visione onnicomprensiva.
- e tu, sai attendere?
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