La gentilezza aiuta per la salvezza (VII Domenica del TO anno A)

Mt 5,38-48

Gesù disse ai suoi discepoli:
«Avete inteso che fu detto: “Occhio per occhio e dente per dente”. Ma io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi, se uno ti dà uno schiaffo sulla guancia destra, tu pórgigli anche l’altra, e a chi vuole portarti in tribunale e toglierti la tunica, tu lascia anche il mantello. E se uno ti costringerà ad accompagnarlo per un miglio, tu con lui fanne due. Da’ a chi ti chiede, e a chi desidera da te un prestito non voltare le spalle.
Avete inteso che fu detto: “Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico”. Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano, affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli; egli fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti. Infatti, se amate quelli che vi amano, quale ricompensa ne avete? Non fanno così anche i pubblicani? E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani? Voi, dunque, siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste».

*

Almeno una volta nella vita abbiamo fatto esperienza di avere qualche nemico. Ma che significa?

Amici sono quelli con cui abbiamo qualcosa in comune, con cui condividiamo interessi e stima. 

Invece, i nemici, cioè i ne-amici, non amici, sono quelli che non hanno nulla in comune con noi, anzi sono proprio diversi e spesso li avvertiamo come una minaccia. 

A volte questa sensazione ci spinge non solo a tenere lontano qualcuno, ma ad attaccarlo in modo da eliminarlo in quanto la sua diversità è avvertita come minaccia. 

Gesù chiede, invece, di cambiare mentalità: amare i nemici significa maturare la capacità di accogliere ciò o chi è diverso perché anche se non lo condividiamo ci offre un punto di vista differente. Questo significa ricchezza!

Allora questa ricchezza mi completa anche se mi dà fastidio ma mi permette di scoprire nuovi modi per arrivare alla salvezza. Spesso chi si nasconde dietro atteggiamenti che risultano antipatici sta gridando un bisogno, in qualche modo è un bisogno di salvezza. Essere superficiali non ci permette di chiamare per nome quel bisogno.

Desiderare di essere ricchi, allora, è questo: aprirsi ad altro per arrivare all’Altro, aprire le idee e gli occhi, per scrutare nell’altro un dono, un bisogno, una incapacità che insieme invece può trasformarsi in qualcosa di bello. 

E cosa c’è di più bello che aiutare tutti i figli di Dio ad entrare in Paradiso?

Ascolta l’audio qui sotto

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