Làsciati afferrare da Gesù (XIII Domenica TO anno A)

Mt 10,37-42

Gesù disse ai suoi apostoli:

«Chi ama padre o madre più di me non è degno di me; chi ama figlio o figlia più di me non è degno di me; chi non prende la propria croce e non mi segue, non è degno di me.

Chi avrà tenuto per sé la propria vita, la perderà, e chi avrà perduto la propria vita per causa mia, la troverà.

Chi accoglie voi accoglie me, e chi accoglie me accoglie colui che mi ha mandato.

Chi accoglie un profeta perché è un profeta, avrà la ricompensa del profeta, e chi accoglie un giusto perché è un giusto, avrà la ricompensa del giusto.

Chi avrà dato da bere anche un solo bicchiere d’acqua fresca a uno di questi piccoli perché è un discepolo, in verità io vi dico: non perderà la sua ricompensa».

*

Se non muori non vivi, se non lasci non prendi… Tutti questi paradossi sono strani se non si leggono in ottica di fede. Con la fede, infatti, assumo un ricco significato.

Pensiamo all’esperimento fatto su una scimmia che doveva prendere dal barattolo delle noci: lei mette la mano nel barattolo e una volta afferrate le noci il pugno non esce dal barattolo. La scimmia più volte tenta di tirare via il pugno, ma la mano risulta incastrata. A un certo punto capisce che deve lasciare le noci per riavere indietro quanto meno la sua mano! Questo ci insegna che nella vita il possedere non porta buoni risultati, la scimmia infatti si adopererà per avere quelle noci e imparerà a guardare le cose diversamente: come ad esempio ruotare il barattolo per lasciare che le noci escano da sole.

Così è la nostra vita: ogni volta che cerchiamo di programmarla e di possederla come vogliamo noi, faremo esperienza mortificante e frustrante perché noteremo per forza il nostro limite. Quando, invece, lasceremo a Dio la nostra vita, allora riusciremo a trovare dei modi per valorizzarla e sentirci valorizzati.

È questione di pazienza, sì, ma soprattutto di fiducia, la fiducia in una vita nuova.

Lo sa bene san Paolo nella seconda lettura quando usa il paradosso: morte-vita. 

Se nella vita vogliamo vivere come il mondo, non potremo mai fare esperienza di Dio, così come se vogliamo andare in cielo, non possiamo restare legati alla terra. Quanta gente teme di morire perché legata alla terra e non ha ancora capito che siamo tutti di passaggio!

Ecco: capire questo ci permetterà quello slancio affinché i giorni terreni siano valorizzati e più carichi di vita, senza possibilità di noia. Il Signore ci vuole prendere per mano, ma per afferrarci ha bisogno che le nostre mani siano libere, aperte e tese verso di Lui…

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