Sabato 14 Dicembre 2024 – II settimana di Avvento
Mt 17,10-13
Mentre scendevano dal monte, i discepoli domandarono a Gesù: «Perché dunque gli scribi dicono che prima deve venire Elìa?».
Ed egli rispose: «Sì, verrà Elìa e ristabilirà ogni cosa. Ma io vi dico: Elìa è già venuto e non l’hanno riconosciuto; anzi, hanno fatto di lui quello che hanno voluto. Così anche il Figlio dell’uomo dovrà soffrire per opera loro».
Allora i discepoli compresero che egli parlava loro di Giovanni il Battista.
*
Ma tu, quanto riesci davvero a vedere oltre l’apparenza?
Al tempo di Gesù, Elia era atteso come un profeta potente e glorioso, ma Giovanni venne come un uomo umile nel deserto. Dio ama sorprenderci, mostrandosi dove meno ce lo aspettiamo.
Oggi Gesù ci svela un paradosso profondo: Giovanni Battista era l’Elia, colui che doveva guidare verso la venuta del Signore, ma che nessuno ha riconosciuto. Non è un problema solo dei farisei; è anche nostro. Quante volte camminiamo accanto a chi ci ama e non ce ne accorgiamo? Quante opportunità di fare il bene lasciamo scivolare via, distratti dai nostri mille pensieri? Viviamo in un contesto dove tutto si consuma velocemente, anche le relazioni e, spesso, ci accorgiamo troppo tardi di ciò che era prezioso.
Gesù ci invita a uno sguardo diverso: non fermarci alla superficie. È come un paesaggio d’inverno: apparentemente freddo, grigio, senza vita. Ma sotto la neve, il seme lavora, pronto a sbocciare. Il problema è che noi abbiamo fretta, non sappiamo più attendere, non sappiamo più scorgere i segni silenziosi. S. Agostino diceva: “Non andare fuori, torna in te stesso. È nel cuore dell’uomo che abita la verità.” È lì che ci accorgiamo che anche nei deserti più aridi della vita Dio è presente.
Pensiamo alle nostre dinamiche interpersonali. Quante volte giudichiamo le persone senza capirle? Magari il tuo amico che sembra sempre arrabbiato sta lottando con qualcosa che non riesce a dire. O quella compagna o collega di scuola un po’ distante ha solo paura di non essere accettata. Il Signore oggi ci sta chiedendo di imparare a guardare oltre. Non aspettarti luci e fuochi d’artificio: Dio si manifesta nell’ordinario, in ciò che spesso scartiamo.
Prepararsi al Natale significa imparare ad aspettare con il cuore aperto. A Natale non celebriamo solo un evento passato, ma il mistero di un Dio che si fa vicino. Prova a vivere questi giorni guardando davvero chi ti sta accanto: c’è un dono nascosto per te lì.
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Cosa farai per riconoscerlo?
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Che cosa aspetti a vedere il miracolo che hai davanti?
don Domenico Bruno
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