Venerdì 3 Gennaio 2025 – Feria propria
Gv 1,29-34
Giovanni, vedendo Gesù venire verso di lui, disse: «Ecco l’agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo! Egli è colui del quale ho detto: “Dopo di me viene un uomo che è avanti a me, perché era prima di me”. Io non lo conoscevo, ma sono venuto a battezzare nell’acqua, perché egli fosse manifestato a Israele». Giovanni testimoniò dicendo: «Ho contemplato lo Spirito discendere come una colomba dal cielo e rimanere su di lui. Io non lo conoscevo, ma proprio colui che mi ha inviato a battezzare nell’acqua mi disse: “Colui sul quale vedrai discendere e rimanere lo Spirito, è lui che battezza nello Spirito Santo”. E io ho visto e ho testimoniato che questi è il Figlio di Dio».
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Qualche volta mi è capitato di commentare un post sui social e molti sedicenti intelligenti, poiché non condividevano la mia posizione, hanno iniziato a inveire e a denigrare la mia opinione. Purtroppo, i social sono il primo luogo dove, i cosiddetti leoni da tastiera, diventano tutti bravissimi a puntare il dito.
SI trova sempre qualcuno da incolpare per dare un senso alla confusione che portiamo dentro. Ma nel Vangelo di oggi, Giovanni Battista ci spiazza con un gesto opposto: invece di accusare, indica l’Agnello. “Ecco l’agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo” (Gv 1,29).
Ecco il punto: non si tratta di trovare colpevoli, ma di riconoscere Colui che prende su di sé il peso del nostro caos. Noi, però, facciamo fatica. Specialmente in questo tempo in cui riecheggia ancora il mistero del Natale, vediamo luci e addobbi di una festa di cui forse non abbiamo ancora compreso profondamente il senso: sembra come se quelle decorazioni servano solo per coprire le ombre che non vogliamo affrontare. Si preferisce rimanere in superficie.
Ma il Vangelo ci pone una domanda profonda e scomoda: chi porta davvero il peso della tua vita?
Al tempo di Gesù, gli ebrei portavano animali al tempio come sacrificio per i loro peccati. Era un rito per liberarsi da ciò che li appesantiva. Quando Giovanni dice che Gesù è l’Agnello di Dio, sta facendo un’affermazione sconvolgente: non serve più cercare espiazione altrove, è Lui che si offre per te.
E noi oggi? A volte usiamo gli altri (parenti, figli, amici, partner, ecc) come “agnelli”, caricandoli delle nostre frustrazioni e aspettative. E questo spesso sfocia poi in azioni e parole che non hanno nulla di umano. Oppure ci chiudiamo, credendo che nessuno possa capire il nostro peso. Ma il Vangelo ci sfida: lascia che sia Gesù il tuo Agnello. Non qualcuno che ti giudica, ma qualcuno che ti guarda con amore negli occhi e ti dice: “Dammi quello che ti pesa, fidati di me”.
San Giovanni Crisostomo diceva che “la croce è il tribunale dell’amore”. Gesù non è venuto a condannarti, ma a liberarti. La domanda è: lo lasci fare?
Guardati dentro: chi stai caricando dei tuoi pesi oggi?
don Domenico Bruno
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