InstaVangelo del 13/2/2026

Venerdì 13 Febbraio 2026 – V Settimana del Tempo ordinario (anno A)

1Re 11,29-32;12,19 | Mc 7,31-37

In quel tempo, Gesù, uscito dalla regione di Tiro, passando per Sidòne, venne verso il mare di Galilea in pieno territorio della Decàpoli.

Gli portarono un sordomuto e lo pregarono di imporgli la mano. Lo prese in disparte, lontano dalla folla, gli pose le dita negli orecchi e con la saliva gli toccò la lingua; guardando quindi verso il cielo, emise un sospiro e gli disse: «Effatà», cioè: «Apriti!». E subito gli si aprirono gli orecchi, si sciolse il nodo della sua lingua e parlava correttamente.

E comandò loro di non dirlo a nessuno. Ma più egli lo proibiva, più essi lo proclamavano e, pieni di stupore, dicevano: «Ha fatto bene ogni cosa: fa udire i sordi e fa parlare i muti!».

*

Ti è mai capitato di avere davanti qualcuno che ti parla e tu sei altrove con la testa, perso nei tuoi pensieri, nel telefono, nelle notifiche? Non sei sordo, ma non ascolti. Non sei muto, ma non dici mai quello che conta davvero.

Nel Vangelo di oggi Gesù incontra un uomo così: bloccato. E non fa un discorso, fa un gesto. Lo prende in disparte. Lo tocca. Sospira. E dice: «Effatà», apriti.

Mi viene da pensare che siamo un po’ come una chitarra scordata: le corde ci sono, ma se non sono tese al punto giusto producono solo rumore. Le relazioni oggi funzionano così: mille chat, zero dialoghi profondi. Parliamo tanto, ma diciamo poco. Ascoltiamo musica per ore, ma non ascoltiamo chi ci chiede aiuto o ci parla di qualcosa di personale…

La prima lettura racconta una divisione, un regno che si spezza: quando non si ascolta Dio e non ci si ascolta tra noi, tutto si frantuma. Abbiamo sempre il cuore inquieto… forse perché scordati.

Al tempo di Gesù si pensava che la sordità fosse una punizione. Lui invece la tratta come una ferita da curare. Questo cambia tutto: Dio non ti accusa, ti rimette in accordo.

Oggi Cristo vuole accordare le nostre corde interiori: orecchie per sentire davvero, lingua per dire parole che costruiscono. Non sei destinato al rumore. Sei fatto per una musica grande.

Allora la domanda è semplice: quali corde devi lasciare che Gesù ti tocchi perché la tua vita torni a suonare?

don Domenico Bruno

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