Domenica 22 Marzo 2026 – IV settimana di Quaresima anno A
Ez 37,12-14 | Rm 8,8-11 | Gv 11,1-45
In quel tempo, le sorelle di Lazzaro mandarono a dire a Gesù: «Signore, ecco, colui che tu ami è malato». All’udire questo, Gesù disse: «Questa malattia non porterà alla morte, ma è per la gloria di Dio, affinché per mezzo di essa il Figlio di Dio venga glorificato». Gesù amava Marta e sua sorella e Lazzaro. Quando sentì che era malato, rimase per due giorni nel luogo dove si trovava. Poi disse ai discepoli: «Andiamo di nuovo in Giudea!».
Quando Gesù arrivò, trovò Lazzaro che già da quattro giorni era nel sepolcro. Marta, come udì che veniva Gesù, gli andò incontro; Maria invece stava seduta in casa. Marta disse a Gesù: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto! Ma anche ora so che qualunque cosa tu chiederai a Dio, Dio te la concederà». Gesù le disse: «Tuo fratello risorgerà». Gli rispose Marta: «So che risorgerà nella risurrezione dell’ultimo giorno». Gesù le disse: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno. Credi questo?». Gli rispose: «Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio, colui che viene nel mondo».
Gesù si commosse profondamente e, molto turbato, domandò: «Dove lo avete posto?». Gli dissero: «Signore, vieni a vedere!». Gesù scoppiò in pianto. Dissero allora i Giudei: «Guarda come lo amava!». Ma alcuni di loro dissero: «Lui, che ha aperto gli occhi al cieco, non poteva anche far sì che costui non morisse?».
Allora Gesù, ancora una volta commosso profondamente, si recò al sepolcro: era una grotta e contro di essa era posta una pietra. Disse Gesù: «Togliete la pietra!». Gli rispose Marta, la sorella del morto: «Signore, manda già cattivo odore: è lì da quattro giorni». Le disse Gesù: «Non ti ho detto che, se crederai, vedrai la gloria di Dio?». Tolsero dunque la pietra. Gesù allora alzò gli occhi e disse: «Padre, ti rendo grazie perché mi hai ascoltato. Io sapevo che mi dai sempre ascolto, ma l’ho detto per la gente che mi sta attorno, perché credano che tu mi hai mandato». Detto questo, gridò a gran voce: «Lazzaro, vieni fuori!». Il morto uscì, i piedi e le mani legati con bende, e il viso avvolto da un sudario. Gesù disse loro: «Liberàtelo e lasciàtelo andare».
Molti dei Giudei che erano venuti da Maria, alla vista di ciò che egli aveva compiuto, credettero in lui.
*
Siamo sempre più ossessionati da integratori e creme per non invecchiare, come se la morte fosse un bug del sistema da cancellare con un aggiornamento software.
Ultimamente si sente tanto parlare delle nuove frontiere della criogenia e del trasferimento della coscienza digitale per “non morire mai”. Ma la vera domanda è: sei davvero vivo adesso? E sì, perché si può essere biologicamente attivi, ma avere il cuore in decomposizione chiuso in un sarcofago di rancore, noia o dipendenze.
Siamo spesso come Lazzaro: intrappolati dietro una pietra che ci siamo messi da soli. Gesù arriva davanti alla nostra tomba e non ci fa una lezione di teologia o di morale, ma piange con noi. Si commuove.
La Quaresima è proprio questa palestra di liberazione dove Gesù grida: “Vieni fuori!”. È la vitamina suprema che scioglie le bende che ci bloccano le gambe.
Ai tempi di Gesù si credeva che l’anima restasse vicino al corpo per tre giorni, ma al quarto… addio! Non c’era più speranza. Invece, ecco che Gesù arriva proprio al quarto giorno per dirti che non è mai “troppo tardi” per Lui.
Nelle nostre amicizie spesso ci diamo per spacciati (“ormai con quello ho chiuso”, “tanto non cambia”), ma Cristo continua scommettere su di noi e a credere che quella pietra che ci blocca possa rotolare via.
La salvezza non è un premio per i buoni, è un regalo per chi accetta di farsi slegare, per chi prende la giusta vita-mina, perché Gesù è forza che ci permette di togliere gli ostacoli che ci rallentano la vita.
Sei pronto a uscire fuori e a riprenderti la tua luce?
don Domenico Bruno
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