Sabato 14 Marzo 2026 – III settimana di Quaresima anno A
Mi 7,14-15.18-20 | Lc 15,1-3.11-32
In quel tempo, Gesù disse ancora questa parabola per alcuni che avevano l’intima presunzione di essere giusti e disprezzavano gli altri:
«Due uomini salirono al tempio a pregare: uno era fariseo e l’altro pubblicano.
Il fariseo, stando in piedi, pregava così tra sé: “O Dio, ti ringrazio perché non sono come gli altri uomini, ladri, ingiusti, adùlteri, e neppure come questo pubblicano. Digiuno due volte alla settimana e pago le decime di tutto quello che possiedo”.
Il pubblicano invece, fermatosi a distanza, non osava nemmeno alzare gli occhi al cielo, ma si batteva il petto dicendo: “O Dio, abbi pietà di me peccatore”.
Io vi dico: questi, a differenza dell’altro, tornò a casa sua giustificato, perché chiunque si esalta sarà umiliato, chi invece si umilia sarà esaltato».
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Hai mai provato quella strana sensazione di aver ragione al 100%, ma alla fine ti senti comunque vuoto dentro?
Qualche giorno fa è uscita la notizia che migliaia di ragazzi che si sono organizzarti con la volontà di cambiare il mondo partendo dai propri quartieri. È bello, ma ci dice anche quanto siamo affamati di una giustizia che non sia solo “non fare del male”, ma “fare il bene”.
Nel Vangelo di oggi, Gesù dice che se la nostra giustizia non supera quella dei “perbenisti” di allora, non andiamo da nessuna parte. Spesso ci accontentiamo di non aver insultato nessuno o di aver preso un bel voto, ma il cuore dove sta?
Siamo bravissimi a fare i calcoli dei nostri diritti, ma pessimi nel perdonare per primi. Sant’Agostino diceva che «la speranza ha due bellissimi figli: lo sdegno per come vanno le cose e il coraggio per cambiarle».
Quaresima non è fare i tristi, ma fare pulizia. Immagina la tua vita come un tappeto: se è pieno di polvere e sporcizia, non puoi calpestarlo senza fare un disastro. Se non scuotiamo via l’odio e il rancore, non possiamo camminare nella realtà con passo leggero.
Se hai litigato con qualcuno, non serve a niente postare citazioni profonde se prima non gli scrivi quel “scusa” che ti pesa in tasca. Dio non vuole i tuoi sacrifici se fuori c’è un muro tra te e gli altri.
Vuoi davvero sentirti libero? Molla il colpo, perdona per primo, spacca l’orgoglio. La vita vera inizia quando smetti di contare i torti e inizi a contare le occasioni per amare.
don Domenico Bruno
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