InstaVangelo del 6/3/2026

Venerdì 6 Marzo 2026 – II settimana di Quaresima anno A

Gn 37,3-4.12-13a.17b-28 | Mt 21,33-43.45-46

In quel tempo, Gesù disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo:

«Ascoltate un’altra parabola: c’era un uomo che possedeva un terreno e vi piantò una vigna. La circondò con una siepe, vi scavò una buca per il torchio e costruì una torre. La diede in affitto a dei contadini e se ne andò lontano.

Quando arrivò il tempo di raccogliere i frutti, mandò i suoi servi dai contadini a ritirare il raccolto. Ma i contadini presero i servi e uno lo bastonarono, un altro lo uccisero, un altro lo lapidarono. Mandò di nuovo altri servi, più numerosi dei primi, ma li trattarono allo stesso modo.

Da ultimo mandò loro il proprio figlio dicendo: “Avranno rispetto per mio figlio!”. Ma i contadini, visto il figlio, dissero tra loro: “Costui è l’erede. Su, uccidiamolo e avremo noi la sua eredità!”. Lo presero, lo cacciarono fuori dalla vigna e lo uccisero.

Quando verrà dunque il padrone della vigna, che cosa farà a quei contadini?».

Gli risposero: «Quei malvagi, li farà morire miseramente e darà in affitto la vigna ad altri contadini, che gli consegneranno i frutti a suo tempo».

E Gesù disse loro: «Non avete mai letto nelle Scritture:

“La pietra che i costruttori hanno scartato

è diventata la pietra d’angolo;

questo è stato fatto dal Signore

ed è una meraviglia ai nostri occhi”?

Perciò io vi dico: a voi sarà tolto il regno di Dio e sarà dato a un popolo che ne produca i frutti».

Udite queste parabole, i capi dei sacerdoti e i farisei capirono che parlava di loro. Cercavano di catturarlo, ma ebbero paura della folla, perché lo considerava un profeta.

*

Una delle notizie che ha fatto discutere lo scorso anno riguarda diversi casi di cyberbullismo tra adolescenti. Si tratta di gruppi che, con messaggi e video, decidevano chi escludere, ridicolizzare o “far fuori” socialmente qualcuno dei loro compagni.

Non serve un coltello per eliminare qualcuno: basta una chat, che in italiano significa “chiacchiera” dovuta magari all’invidia. È inquietante perché somiglia molto a quello che succede nella Bibbia.

Nella prima lettura i fratelli di Giuseppe lo vedono arrivare e dicono: “Orsù, uccidiamolo e gettiamolo in una cisterna!”. Nel Vangelo Gesù racconta una storia simile: i contadini vedono il figlio del padrone e dicono: «Costui è l’erede. Su, uccidiamolo». La dinamica è sempre la stessa: qualcuno dà fastidio, qualcuno è diverso, qualcuno brilla… e allora nasce l’idea di eliminarlo.

A volte non con la violenza fisica, ma con l’esclusione, la presa in giro, il silenzio ostile, la calunnia…

Gesù racconta la parabola della vigna: una vigna è un terreno coltivato con cura, dove si aspettano frutti. In Palestina era preziosa: servivano anni prima che producesse uva buona, per questo era circondata da siepi e torri di guardia.

Il Signore dice: la tua vita è una vigna. Non è fatta per produrre rancore ma frutti. Sant’Agostino commentava che spesso “l’uomo vuole l’eredità senza il Padre”. In altre parole: vogliamo tutto, ma senza Dio e senza gli altri.

La Quaresima è proprio il tempo per guardarci dentro e chiederci se nel cuore stiamo coltivando una vigna o una discarica di rabbia. Perché succede anche nelle nostre relazioni: amicizie che diventano competizione, gruppi che escludono, parole che feriscono più dei pugni.

Eppure la cosa sorprendente è questa: Dio continua a fidarsi e a mandarci suo Figlio. Non smette di credere che la nostra vigna possa ancora dare frutto. Forse la vera conversione di oggi ci chiede di smettere di trattare le persone come rivali e ricominciare a vederle come fratelli.

E a te? Che frutto sta crescendo oggi nella vigna del nostro cuore?

don Domenico Bruno

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