Sabato 11 Aprile 2026 – fra l’ottava di Pasqua
Atti 4,13-21 | Mc 16,9-15
Risorto al mattino, il primo giorno dopo il sabato, Gesù apparve prima a Maria di Màgdala, dalla quale aveva scacciato sette demòni. Questa andò ad annunciarlo a quanti erano stati con lui ed erano in lutto e in pianto. Ma essi, udito che era vivo e che era stato visto da lei, non credettero.
Dopo questo, apparve sotto altro aspetto a due di loro, mentre erano in cammino verso la campagna. Anch’essi ritornarono ad annunciarlo agli altri; ma non credettero neppure a loro.
Alla fine apparve anche agli Undici, mentre erano a tavola, e li rimproverò per la loro incredulità e durezza di cuore, perché non avevano creduto a quelli che lo avevano visto risorto. E disse loro: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura».
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A volte ci sentiamo dei “vicoli ciechi” ambulanti, convinti che ormai la nostra storia sia scritta e che non possa cambiare nulla.
Oggi, leggendo gli Atti e il Vangelo di Marco, ci accorgiamo che la Risurrezione non è un evento magico del passato, ma una scossa elettrica nel presente. Pietro e Giovanni sono persone comuni, “illetterate”, eppure parlano con una forza che spiazza tutti perché sono stati con Gesù.
Forse pensiamo che per valere qualcosa dobbiamo avere il curriculum perfetto o non sbagliare mai. In verità, siamo tutti un po’ come un vecchio skateboard che però, sotto i piedi giusti, vola ancora altissimo.
Risorgere significa smettere di credere che le nostre ferite siano la nostra fine. Gesù rimprovera i suoi perché non hanno creduto a chi lo aveva visto vivo. È un richiamo a noi, che spesso preferiamo lamentarci nei messaggi in privato, piuttosto che fidarci della bellezza che ci accade intorno.
Al tempo di Gesù, testimoniare in tribunale non era da tutti, eppure questi pescatori ribaltano il sistema. È la stessa cosa che succede quando decidi di perdonare un amico che ti ha ha fatto del male o quando smetti di fare bullismo passivo-aggressivo sui social per permette a qualcuno di farsi strada.
Il Risorto ci dice che non siamo destinati al buio. Se oggi ti senti a terra, ricorda che quel legno scheggiato dello skateboard è fatto per correre, non per marcire in garage.
Alzati e corri: non restare a guardare!
don Domenico Bruno
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