InstaVangelo del 12/5/2026

Martedì 12 Maggio 2026 – VI Settimana di Pasqua anno A

At 16,22-34 | Gv 16,5-11

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:

«Ora vado da colui che mi ha mandato e nessuno di voi mi domanda: “Dove vai?”. Anzi, perché vi ho detto questo, la tristezza ha riempito il vostro cuore.

Ma io vi dico la verità: è bene per voi che io me ne vada, perché, se non me ne vado, non verrà a voi il Paràclito; se invece me ne vado, lo manderò a voi.

E quando sarà venuto, dimostrerà la colpa del mondo riguardo al peccato, alla giustizia e al giudizio. Riguardo al peccato, perché non credono in me; riguardo alla giustizia, perché vado al Padre e non mi vedrete più; riguardo al giudizio, perché il principe di questo mondo è già condannato».

*

A volte ci sentiamo chiusi in un giudizio, una delusione, una paura, un litigio che ci gira in testa tutta la notte, una risposta che ci ha feriti.

Negli Atti degli Apostoli Paolo e Sila sono in prigione, con i piedi bloccati nei ceppi, eppure invece di disperarsi cantano. È assurdo. Noi appena qualcosa va storto sbraitiamo, ci dimeniamo, ci sentiamo di impazzire, loro invece pregano nel buio.

A quel punto, arriva il terremoto che spalanca le porte. La Pasqua è questo: scoprire che Dio non ci evita le notti e le difficoltà, ma le attraversa con noi fino a farne nascere vita nuova.

Anche Gesù nel Vangelo parla di tristezza: “la tristezza ha riempito il vostro cuore”. Lui lo sa che ci sono giorni in cui sembra mancare l’aria. Però promette il Paràclito, lo Spirito Santo, cioè qualcuno che resta accanto quando tutti spariscono.

Mi viene in mente il quadro di Van Gogh con il mare agitato e la barca nella tempesta: onde enormi, cielo scuro, eppure la barca non affonda. A volte noi siamo così: pieni di vento contro, ma ancora in piedi.

Santa Teresa di Calcutta diceva: “La gioia è una rete d’amore”. Paolo e Sila, pur feriti, salvano persino il carceriere. È incredibile: chi soffre può ancora diventare salvezza per qualcuno. Forse oggi il vero miracolo è smettere di riversare rabbia addosso agli altri e diventare persone che portano pace nelle relazioni, nelle amicizie, nelle famiglie.

Cristo risorto non ci promette una vita senza tempeste, ma una presenza che non ci lascia affondare.

E tu? A quale catena sei ancora legato e stai lasciando decidere chi sei davvero?

don Domenico Bruno

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