Lunedì 15 Giugno 2026 – XI settimana TO – anno A
1Re 21,1b-16 | Mt 5,38-42
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Avete inteso che fu detto: “Occhio per occhio” e “dente per dente”. Ma io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi, se uno ti dà uno schiaffo sulla guancia destra, tu pórgigli anche l’altra, e a chi vuole portarti in tribunale e toglierti la tunica, tu lascia anche il mantello.
E se uno ti costringerà ad accompagnarlo per un miglio, tu con lui fanne due.
Da’ a chi ti chiede, e a chi desidera da te un prestito non voltare le spalle».
*
Quando teniamo davvero a qualcuno o qualcosa siamo disposti a perdere perfino noi stessi. Questo rende facile anche farsi divorare dall’invidia, proprio come il re Acab che, pur avendo un regno, si ammala per l’unica cosa che non ha: la vigna del povero Nabot.
Noi spesso facciamo così: misuriamo la nostra felicità su quello che ci manca, trasformando le nostre relazioni in un tribunale permanente dove il più forte schiaccia il più debole. Ma Gesù insegna a non opporsi al malvagio, di porgere l’altra guancia. Attenzione. Non è debolezza o fare i finti tonti, non significa farsi prendere a schiaffi.
Cerchiamo di capire meglio. Anticamente, colpire qualcuno con il dorso della mano sulla guancia destra era lo schiaffo del padrone verso lo schiavo, un gesto per umiliare. Porgere l’altra guancia significa guardare l’altro negli occhi e dirgli: “Non puoi togliermi la dignità”. La parola greca usata nel Vangelo per “porgere”, strepho, significa letteralmente “voltare”, fare un cambio di direzione radicale.
Italo Calvino diceva che l’inferno dei viventi è quello che formiamo stando insieme, e ci sono due modi per non soffrirne: accettarlo o cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno. E farlo durare.
Pensa a un aquila che vola alta nel cielo azzurro, tesa verso il vento contrario. L’aquila non combatte la difficoltà distruggendola, ma usa quella stessa forza avversa per elevarsi e avere uno sguardo superiore e più ampio.
Quante volte rispondiamo all’odio con l’odio, o isoliamo chi ci sta antipatico, oppure ci vendichiamo di un torto. Invece, dimentichiamo che possiamo usare quel dolore per crescere e fortificarci. Spezzare la catena della violenza è l’unico modo per essere liberi.
Non lasciarti trascinare in basso dai rancori, rispondi con un’altezza inaspettata.
don Domenico Bruno
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