InstaVangelo del 18/6/2026

Giovedì 18 Giugno 2026 – XI settimana TO – anno A

Sir 48,1-14 | Mt 6,7-15

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:

«Pregando, non sprecate parole come i pagani: essi credono di venire ascoltati a forza di parole. Non siate dunque come loro, perché il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno prima ancora che gliele chiediate.

Voi dunque pregate così:

Padre nostro che sei nei cieli,

sia santificato il tuo nome,

venga il tuo regno,

sia fatta la tua volontà,

come in cielo così in terra.

Dacci oggi il nostro pane quotidiano,

e rimetti a noi i nostri debiti

come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori,

e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male.

Se voi infatti perdonerete agli altri le loro colpe, il Padre vostro che è nei cieli perdonerà anche a voi; ma se voi non perdonerete agli altri, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe».

*

Quante parole vuote o piene di vanità che sprechiamo. Mi capita spesso di sentire in certi contesti che persone che vogliono darsi un tono o farsi credere meritevoli di promozioni, sprechino parole esageratamente gonfie di vanità ed ego esasperato.

Sembra che per farci valere, o per ottenere qualcosa, dobbiamo fare rumore, alzare la voce, accumulare frasi o sprecare fiato, convinti che la quantità sia sinonimo di valore o di ascolto. Gesù smonta questa idea e ci dice chiaramente “non sprecate parole, perché vostro Padre sa già di cosa avete bisogno prima ancora che glielo chiediate”.

Pregare non è fare un elenco della spesa a Dio, non è convincerlo a fare quello che vogliamo noi a forza di discorsi logoranti. Pregare non è nemmeno il modo per ingraziarsi Dio con una serie di litanie per dimostrarci sudditi adulatori. Pregare è sintonizzarsi su una frequenza di fiducia immensa.

Il Siracide oggi ci racconta che il profeta Elia sorse come un fuoco e la sua parola bruciava come una fiaccola, ma la vera svolta arriva quando il suo spirito passa a Eliseo, che non trema davanti a nessuno. Questo non accade per forza umana, ma perché Eliseo eredita una relazione autentica con l’Assoluto.

Gesù ribalta questa visione ansiosa della vita e della spiritualità e ci regala il Padre Nostro, una preghiera essenziale, intima, asciutta. Ricorda che sei figlio di Dio e non hai bisogno di ansie per dimostrare continuamente chi siamo a colpi di parole o di apparenze.

don Domenico Bruno

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