Martedì 2 Giugno 2026 – IX settimana TO – anno pari
2Pt 3,11b-15a.17-18 | Mc 12,13-17
In quel tempo, mandarono da Gesù alcuni farisei ed erodiani, per coglierlo in fallo nel discorso.
Vennero e gli dissero: «Maestro, sappiamo che sei veritiero e non hai soggezione di alcuno, perché non guardi in faccia a nessuno, ma insegni la via di Dio secondo verità. È lecito o no pagare il tributo a Cesare? Lo dobbiamo dare, o no?».
Ma egli, conoscendo la loro ipocrisia, disse loro: «Perché volete mettermi alla prova? Portatemi un denaro: voglio vederlo». Ed essi glielo portarono.
Allora disse loro: «Questa immagine e l’iscrizione, di chi sono?». Gli risposero: «Di Cesare». Gesù disse loro: «Quello che è di Cesare rendetelo a Cesare, e quello che è di Dio, a Dio».
E rimasero ammirati di lui.
*
Di chi sei quando nessuno ti guarda? Spesso usiamo maschere per adattarci ai luoghi in cui ci troviamo, ma quando siamo soli, chi siamo veramente? La parola greca “ipocrisia” è usata per descrivere chi sfida Gesù nel Vangelo, e indica proprio l’attore che recita su un palco. E noi? Quanto recitiamo?
Nel Vangelo di oggi, erodiani e farisei cercano di incastrare Gesù con la tassa romana. A quei tempi la moneta d’argento, il denario, portava l’immagine di Tiberio e la scritta che lo definiva “figlio del divino Augusto”. Per gli ebrei era un vero e proprio idolo, un pezzo di propaganda pagana da tenere fuori dal tempio. Eppure Gesù, come sempre, offre una prospettiva diversa, nuova, e dice: se sulla moneta c’è la faccia di Cesare, ridategli pure quel metallo che gli appartiene. Ma voi portate impressa un’altra immagine.
San Pietro nella prima lettura ci invita a guardare oltre, verso cieli nuovi e terra nuova, ricordandoci che la magnanimità del Signore è la nostra salvezza. Se una moneta ha valore per l’effigie del re, la nostra vita ha un valore infinito perché siamo coniati a immagine di Dio.
A Roma, nella chiesa di Sant’Ignazio, c’è uno specchio. Se fosse rivolto il basso rifletterebbe il pavimento, le scarpe, insomma le bassezze umane. Invece, è rivolto verso il soffitto per osservare e contemplare l’affresco che rappresenta la Gloria di Dio.
Nelle nostre relazioni quotidiane possiamo scegliere di svenderci a cose di poco valore, o lasciarci schiacciare dai giudizi degli altri.
Il Signore oggi ti ricorda che tu sei uno specchio chiamato a riflettere la gloria di Dio. Sei tu che decidi verso cosa orientare la tua vita, le tue azioni, le tue scelte. Cosa vuoi riflettere?
don Domenico Bruno
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